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TURISMO, BASTA CON IL SOLITO PIANTO, FACCIAMO I PARCHI
il calo delle presenze e' dovuto all'assenza di una seria politica turistica

Ancora una volta i dati ufficiali forniti dalla Regione per la stagione turistica vedono la provincia di Oristano in calo nei risultati delle presenze turistiche.

Un calo notevole, del 4.7% negli arrivi e un meno 2.6 % nelle presenze.

Dati chiari, inequivocabili , di una politica turistica fallimentare che merita una serie e attenta riflessione.

Comuni, Provincia di Oristano ed Ente per il Turismo devono assumersi oggi dunque per intero le responsabilita' di questa situazione e chiedersi perche' i turisti hanno sempre meno interesse a soggiornare nella nostra provincia.

Una possibile risposta al quesito scaturisce dai risultati dell' indagine commissionata dalla Nielsen, commissionata dall'ESIT (Ente Sardo Industrie Turistiche) .

Su 100 turisti che arrivano ben 50, secondo questa indagine, sono attirati dalla natura, 6 dalla cultura.

Il 56 % dei nostri turisti dunque vengono nell'isola proprio perche' pensano di trovare una natura incontaminata o una cultura meritevole d'interesse .

La progressiva e continua crisi degli arrivi e presenze dei turisti nella nostra provincia ha indubbiamente delle cause precise che non sono state analizzate con la dovuta attenzione.

E' evidente che stiamo rischiando seriamente di perdere o quantomeno di rendere piu' opaca l'immagine della Sardegna dalla natura e dal territorio ancora completamente vergine.

Al contrario abbiamo necessita' di programmare un turismo moderno e sostenibile, che valorizzi e si basi proprio sulle enormi risorse naturali e storiche, che non riproduca il vecchio e fallimentare modello turistico-immobiliare delle seconde case.

Constatiamo pero' purtroppo che l'unica politica turistica degli enti pubblici avviata da Provincia, Comuni ed Ept e' quella di potenziamento ed incentivazione della costruzione di nuove villette sulle coste.
Una politica asservita a piccoli e grandi gruppi imprenditoriali , per la maggior parte non sardi .
Erroneamente si ritiene che la risposta alla crisi del turismo sia quella nel riproporre i grandi villaggi immobiliari d'elite'.

Nuovo cemento di villette sulle coste, (Is Arenas, Su Bardoni, S'Archittu...)campi da golf plurimi per levare anche quella poca acqua disponbile per l'agricoltura : questa la vecchia e ritrita scelta dei nostri amministratori.

E se verra' proseguita la politica della realizzazione di nuove" Funtana Meiga" (lo scempio simbolo della Sardegna saccheggiata, 200 obrobriose villette in mezzo nel territorio costiero di Cabras, tra la citta punica di Tharros e l'Oasi Naturalistica di Seu, gestita dal WWF) i turisti non potranno che essere sempre meno anno per anno e nessun avra' piu' diritto di lamentarsi, tantomeno i i fautori di questa scellerata politica.

Potenzialmente, al contrario, una scelta diversa puo' ancora, ma ormai il tempo sta per scadere (la concorrenza del turismo ecocompatibile e' agguerrita)essere percorsa.

La nostra provincia potrebbe essere infatti il fiore all'occhiello della Sardegna per un turismo verde ed ecocompatibile.

Sulla carta sono tre le aree protette regionali dalle immenso patrimonio che pero' sono ancora rimaste al palo: la Giara con i suoi cavallini, il Sinis Montiferru con le zone umide di valenza internazionale e il Monte Arci con i suoi rigogliosi boschi.

Ma nessun sforzo politico viene fatto e i Parchi Naturali sono incredibilmente ancora bloccati da interessi immobiliari, guerre di campanile e vera e propria ignoranza di gran parte degli amministratori locali.

Totalmente assente e' un piano per la gestione e valorizzazione dei numerosi e interessanti siti archeologici dell' oristanese, quasi tutti abbandonati e lasciati alla merce' dei vandali e tombaroli.

Si dice, lo ha affermato il Commissario dell' EPT Beppe Meloni, che i posti letto nella nostra provincia sarebbero pochi , "solo 1.600".

Ma scusate, se ufficialmente durante tutto l'anno questi sono desolatamente vuoti e nella stessa estate, come indicano i dati ufficiali del 1997, sono (di anno in anno) sempre meno frequentati, come si fa a dire che sono pochi ?


Al contrario prima di creare nuove cattedrali nel deserto ( e' ben noto a tutti l'impegno dichiarato e spasmodico, unico purtroppo, del Commissario dell' EPT Meloni , quale supersponsor del progetto immobiliare speculativo di Is Arenas ) , e incrementare solo quantitativamente nuovi posti letto, per poi lasciarli desolatamente vuoti, va fatto ogni intelligente sforzo per riempire i posti letto esistenti.

Allungare la stagione turistica , offrire reali servizi di promozione ambientale e culturale ai turisti fin ora sono state solo parole vuote di una politica turistica fallimentare .

Occorre cambiare decisamente rotta e programmare un turismo intelligente, slegato da interessi privati.

Il mercato sommerso delle seconde case va inoltre portato alla luce, legalizzato e gestito in maniera razionale.

Dunque se si vuole evitare << il solito pianto >>(questo era infatti il titolo dell' articolo del quotidiano La Nuova Sardegna in merito alle dichiarazioni e alle annuali litanie degli operatori turistici e del Commissario dell' EPT Beppe Meloni) di fine stagione, occorre rivedere in toto piani e politiche per il turismo in provincia di Oristano.

Oristano 26 Ottobre 1997

Il portavoce

(Andrea Atzori)


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