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COMUNICATO STAMPA:

5 MILIARDI E MEZZO PER NUOVI LAVORI A S'ENA ARRUBIA

Nuovo tentativo di distruzione con soldi pubblici di una zona umida protetta

necessaria per legge la Valutazione d'Impatto Ambientale,
ma Consorzio di Bonifica e Regione fanno finta di niente

Il preventivo procedimento di Valutazione d'Impatto Ambientale per i lavori idraulici nello stagno di S'ena Arrubia ad Arborea e' necessario per legge.
Lo sostengono i Verdi di Oristano con un esposto amministrativo inviato al Consorzio di Bonifica di Arborea, proponente i lavori finanziati di 5 miliardi e mezzo, alla Regione(Assessori Efisio Serrenti e Pasquale Onida, al Ministero dell'Ambiente (Servizio Valutazione Impatto Ambientale) e al Commissario Europeo per l'Ambiente, Riit Bjerregaard.

Il progetto prevede fra l'altro l'allargamento di trenta metri del canale di collegamento a mare dello stagno e rischia di trasformare irreversibilmente un'area tra le piu' delicate della Sardegna.

<< Sembra che Regione e Consorzio di Bonifica- dichiara il portavoce dei Verdi Andrea Atzori- non sappiano che S'Ena Arrubia e' diventata formalmente 'area protetta' in seguito alla delibera del Comitato Nazionale per i Parchi, presieduto dal Ministro per l'Ambiente Edo Ronchi.

In quella decisione , pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 17 giugno 1997, venivano finalmente inserite tra le aree protette anche le Zone di Protezione Speciale vincolate dalla Direttiva per la Protezione degli Uccelli del 1979 e le zone umide elencate nella Convenzione di Ramsar.Cio' implica chiaramente che a S'Ena Arrubia ( appunto Z.P.S.per la Direttiva Uccelli e inclusa nella Convenzione Ramsar) , se si vuole rispettare la legalita', prima di procedere a qualsiasi lavoro di modifica del corso delle acque, bonifica e canalizzazione va necesariamente fatta la Valutazione d'Impatto Ambientale, come prescrive il DPR del 12/4/96 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 7/9/96).

Il progetto cioe', prima di essere eventualmente realizzato va studiato per gli effetti diretti e indiretti su fauna, flora, auolo, acqua (in particolare dopo il prevedibile aumento dellla salinita'), aria, clima e paesaggio e poi la valutazione definitiva e' rimessa all'apposita Commissione di esperti del Ministero dell' Ambiente.>>

Si stima in oltre 100 miliardi il finanziamento pubblico, negli ultimi dieci anni nelle zone umide dell'oristanese, per lavori che pescatori e ambientalisti hanno giudicato unanimemente inutili se non addirittura dannosi .

In molti casi infatti sono stati compiuti ad opere della Regione dei veri e propri attentati all'ambiente con sperpero di soldi pubblici .

Tra gli esempi palesi di cementificazione e distruzione di zone umide citiamo gli stagni del terralbese e di Santa Giusta con le periodiche morie di pesci che si ripetono, nonostante i miliardi spesi per opere idrauliche, poiche' non vengono affrontati i reali problemi degli scarichi fognari dei paesi limitrofi non adeguatamente depurati , di diserbanti e pesticidi provenienti dalle vicine campagne.

<< Fino ad adesso constatiamo, purtroppo- conclude amaramente Atzori- la piena continuita' con il passato della politica dell' Assessore regionale all'Ambiente Pasquale Onida.>>

Oristano 30 novembre 1997

Il portavoce

(Andrea Atzori)


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